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Lo slovacco pronto a sfidare Kakà e Pato: non ha dimenticato il risultato dell’andata, al San Paolo vuole trascinare la squadra
«Hamsik piace anche a noi e ce lo teniamo stretto. ‘Ccà niscuno è fesso, si dice a Napoli». L’ultima esternazione di De Laurentiis serve a sgombrare il campo anche da quel dubbio residuo che ancora s’insinuava in chi non credeva nell’incedibilità dello slovacco. Hamsik indosserà la maglia azzurra nel prossimo campionato ed anche in futuro. Intorno a lui, a Lavezzi, Santacroce, Gargano, Mannini e Navarro dovrà crescere il Napoli che conta di sfidare le grandi nel giro di qualche anno. Intanto Hamsik è pronto a confrontarsi per la seconda volta con le stelle del Milan: Pato e Kakà. All’andata non sfigurò nonostante il passivo finale ai danni del Napoli. Hamsik, che tra l’altro non era al top, sfoggiò numeri d’alta scuola sul prato di San Siro. Almeno nel primo tempo (chiuso in parità, 2 a 2).
E qualcuno dell’entourage rossonero ebbe modo di rimarcare il rimpianto per non averlo acquistato dal Brescia a suo tempo. Lo slovacco, prima di entrare nelle mire dell’Inter, era stato adocchiato dal Milan. Avvenne dopo una sfida degli ottavi di Coppa Italia. All’andata i rossoneri avevano vinto al Meazza per quattro a due. Al ritorno, 28 novembre 2006, Hamsik mise in pericolo la qualificazione del Milan trafiggendo Kalac con un gran tiro dalla distanza. La gara terminò due a uno per la formazione di Ancelotti e la paura svanì. Ma negli spogliatoi lo staff tecnico del «diavolo», da Braida a Ramaccioni, cominciarono ad informarsi di quel ragazzo con i capelli a spazzola e la personalità di un veterano. «Quanti hanni ha?», «Che scadenza di contratto ha?», «Qual è la sua valutazione?». Vennero a sapere che il Brescia chiedeva sei milioni di euro per cederlo. La ritennero eccessiva all’istante per un diciannovenne. E temporeggiarono.
Ma nessuno del Milan poteva immaginare che Pierpaolo Marino fosse già in trattativa con il presidente Corioni ed il ds Nani proprio per Marek Hamsik. Nel frattempo avevano preferito puntare tutto su Pato, l’astro nascente del calcio brasiliano, costato poi ventidue milioni di euro. Così lo slovacco è approdato nel Napoli diventando un punto di forza della formazione di Reja: trentatrè presenze su trentasei partite, otto gol di cui la metà determinanti ai fini del risultato finale (in casa con il Toro, il Palermo e la doppietta con la Lazio).
Hamsik si ritroverà al cospetto di Kakà e Pato. E sarà una sfida tra stelle del calcio italiano. Lo slovacco che conta di eguagliare i gol realizzati nel Brescia prima di arrivare a Napoli (dieci su quaranta gare) concorre anche per la palma di giovane più interessante del calcio italiano. Nella lista, ci sono Pato, Balotelli, Acquafresca ma per tanti addetti ai lavori le vere rivelazioni del campionato sono Hamsik e Lavezzi, due gioielli che Marino e De Laurentiis tengono ben stretti e sui quali contano per fare del Napoli una squadra sempre più competitiva.
Domenica sarà l’occasione per una bella sfida a distanza tra i campioni del futuro. E per lo slovacco, un motivo in più per consumare la rivincita: quel cinque a due dell’andata non l’ha mai digerito. Marek è molto orgoglioso e quelli del Milan ne sanno qualcosa: aveva appena compiuto diciannove anni quando stava per eliminarli dalla Coppa Italia.
fonte corrieredellosport - Rino Cesarano |
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