| 1a giornata 31/08/2008 |
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| Parma: esonerato Hector Cuper |
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Il Parma aveva scelto Hector Cuper per salvarsi, Cuper aveva scelto Parma per rilanciarsi. In entrambi i casi la scommessa si e` rivelata un errore. Tommaso Ghirardi era convinto di aver trovato l’uomo giusto per caricare l’ambiente lo scorso 12 marzo, quando presento` l’argentino a due giorni dall’esonero di Mimmo Di Carlo. Esattamente come era successo poco piu` di dodici mesi prima con Claudio Ranieri, quando l’attuale tecnico juventino riesumo` una squadra spacciata a febbraio e salva a fine stagione. Cuper, come Ranieri, aveva bisogno di rilanciarsi dopo stagioni poco fortunate, rialzando una china discendente partita da quel fatidico 5 maggio 2002. Ma cosi` non e` andata. La storia del tecnico argentino parte da lontano. Cuper nasce 52 anni fa a Chabas e ben presto inizia a giocare da difensore centrale per il Ferro Carril, squadra con cui spendera` quasi tutta la carriera. I risultati sono un costante crescendo che lo porta sino alla nazionale albiceleste. Dopo il ritiro e` inevitabile la carriera da tecnico. Parte dall’Huracan nel 1993 e i risultati sono incoraggianti, al punto che nel 1995 viene scelto dal Lanus, con il quale vince la Copa Conmebol 1996. E in due stagioni si guadagna le simpatie degli spagnoli del Maiorca. Cuper vola nella Liga nel 1997 e in due anni raggiunge risultati storici per il club delle Baleari, con un quinto e un terzo posto in campionato. Ma e` in Europa che il Maiorca impressiona e nel 1999 arriva sino alla finale dell’ultima Coppa delle Coppe della storia. Contro trova la Lazio. E il primo impatto con la squadra biancoceleste sara` il sentore di un autentico dramma sportivo futuro. Il Maiorca va subito sotto per un gol di Bobo Vieri, risponde con Dani ma all’80’ viene castigato da Nedved. Cuper passa al rampante Valencia e continua la scalata. Rivitalizza Angloma e Carboni, lancia Mendieta e Kily Gonzalez, oltre al mediano Farinos e all’attaccante Lopez. Nella Liga arrivano un terzo e un quinto posto, mentre in Champions il club raggiunge due finali consecutive. In entrambe le occasioni va ko. Nel 2000 crolla contro il Real Madrid, nel 2001 a San Siro va ko ai rigori per mano del Bayern Monaco. L’idiosincrasia alle finali e` scritta, fatta eccezione per le due Supercoppe di Spagna che porta a casa tra 1998 e 1999. Ma il tecnico emergente d’Europa e lui, e Massimo Moratti se lo assicura, stregato dal carattere del suo Valencia. All’Inter arriva nell’estate 2001. La partenza e` delle migliori. I nerazzurri colpiscono tutti per la solidita` di un 4-4-2 poco spettacolare ma tremendamente concreto. Lui stupisce anche i giocatori dimostrando subito cosa significa essere un ‘hombre vertical’. Muso duro sempre e comunque e pugno sul cuore dei giocatori prima di entrare in campo. A cinque giornate dalla fine la Juventus scende a 6 punti di distacco dall’Inter capolista. Sembra fatta. Invece no. I nerazzurri, nonostante il rientro di Ronaldo, si inceppano e finiscono per doversi giocare tutto nel match conclusivo. All’Olimpico di Roma contro la Lazio, il cinque maggio. E in una gara ai limiti dell’incredibile la Beneamata soccombe per 4-2. Lo scudetto va alla Juventus, la Roma giunge seconda e l’Inter e` condannata ai preliminari di Champions. La panchina traballa, ma nell’estate Moratti sceglie lui e non Ronaldo, che se ne va al Real Madrid dopo delle frizioni con l’argentino. Nell’anno successivo l’Inter e` ancora seconda in campionato, mentre in Champions perde il derby di semifinale con il Milan. La rottura con i nerazzurri e` vicina e arriva all’inizio della stagione successiva, dopo la sconfitta nella stracittadina e un pareggio a Brescia nell’ottobre 2003. Cuper decide cosi` di ripartire da Maiorca dopo un anno di pausa. L’argentino subentra in corso trovando una squadra gia` spacciata dopo 10 giornate di Liga. E all’ultima gara di campionato arriva a una salvezza insperata. Il miracolo gli vale la conferma, i cattivi risultati dell’anno successivo gli costano un esonero a febbraio del 2006, con la squadra ultima. Nel 2007/08 si ripresenta comunque ai banchi di partenza alla guida del Betis Siviglia. E dopo 14 giornate e` costretto a un nuovo addio, con la squadra penultima. A fine anno gli andalusi si salveranno e al tecnico esonerato andra` comunque il premio pattuito per il raggiungimento di quell’obiettivo, 200 mila euro. La cosa migliore dell’anno per Cuper e` proprio questa. A Parma, infatti, le cose sono andate anche peggio. L’hombre vertical arriva dopo il ko interno con la Sampdoria. I ducali sono terzultimi a pari punti con l’Empoli, con 25 lunghezze a 11 giornate dalla conclusione del campionato. Inizia con un pareggio a Livorno, quartultimo, esordisce al Tardini battendo il Palermo. E gia` pare cambiato tutto. Non e` cosi`. Il Parma perde malamente il recupero con la Juventus e il match-point salvezza con il Napoli. A quattro gare dal termine si torna a parlare di esonero. Ma l’argentino garantisce: ‘Con quattro vittorie ci salviamo’. Le quattro finali, pero`, ancora una volta non gli sono amiche. Perde lo scontro diretto a Reggio Calabria, vince in casa con il Genoa e crolla a Firenze. Resta solo l’Inter, con l’annessa possibilita` di salvarsi solamente nel caso in cui i nerazzurri riescano a perdere lo scudetto all’ultima giornata. Esattamente come il 5 maggio 2002. Ma Ghirardi non vuole saperne di nemesi e lo esonera dopo 9 punti in 10 partite, due vittorie in tutto in due mesi esatti (12 marzo-12 maggio). L’hombre vertical ha fallito ancora. E questa volta non potra` nemmeno contare su un premio salvezza. Il Parma non ne aveva pattuito uno a inizio stagione. fonte datasport |
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