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Maradona esalta la squadra che ha piegato il Milan: «Regala emozioni vere»
Vederli insieme è uno spettacolo. Il passato e il presente del Napoli. Il testimone argentino-napoletano è passato di mano: il numero uno Maradona, lo ha lasciato a Lavezzi. E la fantasia dei tifosi azzurri può tranquillamente volare. «Ho rivisto davvero un grande Napoli, attacca Maradona, una squadra forte che sa regalare delle emozioni vere. Ho gioito tanto anche io per la splendida vittoria sul Milan. Sembrava il Napoli dei miei tempi...» . E’ un Maradona in forma quello che intorno alle sei e mezza di ieri pomeriggio, è arrivato a Roma per prendere parte alla Partita del Cuore. Barba incolta, occhiale scuro, linea invidiabile. E’ in compagnia di una nuova fiamma, una prorompente bionda che l’ex Pibe de oro presenta come la sua ragazza, e dell’immancabile compagno di avventure italiane, Salvatore Bagni. Il primo ad accoglierlo, alle porte della Mercedes grigia che lo ha portato nella Capitale, è il “suo” massaggiatore storico Carmando. L’abbraccio tra i due è vero, sentito. Maradona e Carmando sono amici: il massaggiatore era il pupillo di Maradona ai tempi di Napoli, il portafortuna da baciare sempre in testa prima delle partite. Poi arriva il presente del Napoli. Il “Pocho” Lavezzi si presenta in maglietta bianca e jeans: «Mi ha chiamato Marino (dg del Napoli) oggi, e mi ha chiesto di partecipare all’evento. Sapendo che c’era anche Maradona non ci ho pensato due volte» . Qualche giorno fa, al suo arrivo in Italia (a Bologna), Maradona aveva già parlato di Lavezzi: « Un grande davvero, il Napoli ha bisogno di giocatori come lui», aveva detto in quell’occassione. E il “Pocho”, tanto per intenderci, ha un tatuaggio all’altezza del costato: c’è raffigurato Maradona che palleggia con la testa. E’ facile capire che per un ragazzo argentino di ventitré anni che gioca a calcio, Maradona rappresenta l’idolo.
E il destino ha voluto che in comune i due avessero anche Napoli e il Napoli. «Una città e una tifoseria splendidi » sottolinea Lavezzi. Passato e presente azzurro si incontrano al terzo piano dell’hotel che ospita la nazionale cantanti (con i quali hanno poi giocato). Un caloroso abbraccio, i complimenti reciproci, gli occhi di Lavezzi che si illuminano. Si sono fatte le sette, e il pullman della Nazionale Cantanti è pronto a partire. Ed ecco che ci si accorge subito che Maradona non è cambiato neanche un po’: la comitiva è pronta e lui non c’è.
E’ l’unico assente. Cinque, dieci minuti, un quarto d’ora, poi il pullman chiude le porte e se ne va verso l’Olimpico. «Maradona viene per conto suo» si sente dal fondo.
«E ti pareva» scherza Eros Ramazzotti. Morandi e Mogol ringraziano Lavezzi e lo avvisano: «L’unico problema sarà farti arrivare il pallone» . Lavezzi ride. Poco prima di cominciare un coro accoglie Maradona: «O mamma, mamma, mamma. Sai, perché, innamorato son...» . L’Olimpico impazzisce al momento della sua presentazione, e le giocate sono sempre quelle. LavezziMaradona, Maradona-Lavezzi. I due in campo si cercano e, spesso, si trovano. El Pibe trova il gol su rigore: rincorsa stoppata e portiere spiazzato. Un classico. Uno stop degno del fattore “C” e quindi la sostituzione tra i cori « Diego, Diego! ». Gli occhi di Lavezzi continuano a brillare e i tifosi del Napoli si godono un momento che aspettavano da tanto, tanto tempo.
fonte e foto corrieredellosport - Alberto Ghiacci |
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